giovedì, 3 Aprile 2025
Andrea Segre denuncia, ‘sospeso l’ok alle riprese dentro il Cpr’

“Avevo fatto richiesta per poter
girare all’interno del Cpr di Gradisca d’Isonzo il 3 ottobre
scorso. L’autorizzazione era arrivata”, ma escludeva “la
possibilità di portare con me avvocati esperti di immigrazione.
Dopo aver insistito ho capito che dovevo entrare da solo con la
mia telecamera. Allora ho deciso di farlo, perché mi sembrava
importante raccontare cosa succede qui dentro. Ma 4-5 giorni fa
è arrivata la sospensione di quella autorizzazione, senza alcuna
motivazione, da del parte gabinetto del ministero. Abbiamo
chiesto la motivazione e ci hanno detto che ci sono dei
sopravvenuti motivi di sicurezza”. Lo ha denunciato il regista
Andrea Segre, durante una conferenza stampa organizzata
all’esterno del Cpr di Gradisca d’Isonzo (Gorizia) insieme ad
Articolo 21 e a Ics-consorzio italiano di solidarietà.
“Dentro a questi muri entrare come operatori della
comunicazione è molto difficile – ha osservato -. Lo Stato
dovrebbe garantire una risposta entro 7 giorni invece si
impiegano mesi; inoltre l’autorizzazione può essere negata
all’improvviso con motivazioni non verificabili”.
“Questo è successo a me – ha puntualizzato – ma può succedere
anche ad altri operatori di cinema, fotogiornalismo,
giornalismo. I Cpr sono luoghi gestiti dallo Stato e dentro
questi luoghi devono essere garantiti non solo i diritti delle
persone detenute, ma anche il modo con cui si utilizzano i soldi
pubblici per gestirli. Se non possiamo raccontarlo vuol dire che
c’è poca democrazia”.
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