venerdì, 4 Aprile 2025
Brignone: il chirurgo, ‘range di recupero da 3 a 12 mesi’

Un minimo di tre mesi, un massimo di dodici: secondo i protocolli medici, e in attesa dell’operazione alla quale sarà sottoposta, ogni scenario è aperto per il ritorno in pista di Federica Brignone. La prima diagnosi dopo la Tac effettuata a Trento parla “di frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra”, e il professor Rocco Papalia, professore ordinario di ortopedia e primario del Campus Biomedico di Roma, con esperienza sportiva nel calcio, spiega le variabili del caso.
“In quel tipo di frattura – dice all’ANSA – molto dipende dal grado di scomposizione del piatto tibiale. Nei casi meno gravi il recupero necessita di tre mesi, nei gradi più alti dai sei ai dodici mesi”. Ci sarà poi da capire, prosegue Papalia, “l’interessamente delle cartilagini articolari, dalle quali il paziente può avere dolori cronici”, una situazione che incide sul recupero, in quanto a tempi e sforzo. “Ma confido nel fatto che per muscolatura e motivazione un atleta, anche uno sciatore che vede sollecitati gli arti inferiori, abbia delle risorse in più nella fase del recupero”.
In casi del genere, prosegue il primario del Campus, la scomposizione del piatto tibiale si affronta con l’impianto di piastre e viti di sostegno: “Se la pluriframmentazione è consistente, sarà fondamentale la valutazione della formazione del callo osseo. Nel primo periodo si valuterà con radiografie questo indicatore, e saranno queste risposte e indicare percorsi e tempi della riabilitazione”.
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