venerdì, 4 Aprile 2025
Bruni Tedeschi, ‘sono femminista ma non odio gli uomini’

‘L’attachement’ della regista Carine
Tardieu, apertura del Rendez Vous – Festival del nuovo cinema
francese, in corso a Roma, è un film delicato sugli affetti più
nascosti, che a volte sono anche quelli più forti, con
protagonista assoluta un’immensa Valeria Bruni Tedeschi nei
panni di Sandra, cinquantenne fiera della sua indipendenza come
dei suoi molti libri.
Il problema è che nell’appartamento di fronte al suo c’è il
povero Alex (Pio Marmaï) che ha appena perso la moglie, morta
durante il parto, e che ora deve gestire, oltre alla neonata
Lucille, anche Elliot, sei anni, a cui la donna si lega sempre
di più dal momento in cui il bambino la vede come un surrogato
della madre. Che cosa accade in questa donna molto lontana,
almeno apparentemente, dalle nevrosi dei personaggi tipici di
Valeria Bruni Tedeschi e che gestisce una libreria specializzata
nel femminismo? Accade che quella maternità e quella famiglia
delle quali si è privata, forse anche per una madre troppo
indipendente e radical-femminista anni Settanta (la
straordinaria Marie-Christine Barrault), entrano nella sua vita
da single nel modo più indiretto, attraverso la frequentazione
di Alex e dei suoi due figli che le fanno intravedere una
prospettiva di vita verso cui forse si sentiva impreparata.
“Oggi l’uomo è molto in difficoltà, il suo rapporto con le
donne è stato messo in discussione e questo è anche un bene, ma
non aderisco all’odio, al disprezzo, alla misoginia al contrario
che trovo un po’ ottusa. Non mi piace la semplificazione
dell’essere umano che invece è una cosa complessa. Non si
possono fare film come fossero dei compitini, con dei
pregiudizi. Il moralismo oggi in Francia lo trovo pericoloso.
Anche per questo un film bellissimo come L’Arte della Gioia, un
capolavoro, ha problemi ad essere comprato perché in Francia si
cancella appunto la complessità dell’uomo”.
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