Mulé, screening sul diabete e celiachia potrà salvare bambini

Si è conclusa la prima tappa per sottoporre tutti i bambini italiani a uno screening di massa per sapere in anticipo se hanno una forte predisposizione al diabete di tipo 1, malattia che troppo spesso viene diagnosticata tardi, quando a volte la crisi iniziale è così violenta da rischiare di essere letale. La possibilità di anticipare la diagnosi, legata a un esame anticorpale sul sangue, è stata dimostrata dai risultati di un progetto pilota eseguito su 5.363 bambini in quattro regioni italiane (Lombardia, Marche, Campania e Sardegna).

Ad annunciarne i risultati positivi, al Congresso nazionale della Società Italiana di Allergia e Immunologia Pediatrica (Siaip), in svolgimento a Pavia, è stato Giorgio Mulé, vicepresidente della Camera e primo firmatario della legge 130-2023 che prevede appunto lo screening di massa su tutti i bambini italiani, con l’obiettivo di scoprire la predisposizione non solo al diabete 1, ma anche alla celiachia con il dosaggio degli autoanticorpi.

“Nei giorni scorsi con un discreto anticipo sulla tabella di marcia – ha detto Mulé – sono stati screenati tutti i bambini previsti dal protocollo, divisi tra maschi e femmine, e i campioni di sangue analizzati al 90%. Sulla base dei risultati, mi auguro che riusciremo rapidamente a procedere con l’applicazione della legge a livello nazionale. Questo potrebbe letteralmente salvare la vita a un buon numero di bambini e migliorare quella di molti altri”.

“Un analogo esame infatti – spiega il professor Michele Miraglia del Giudice, presidente Siaip – rivela la predisposizione alla celiachia, malattia anch’essa su base immunologica. Il bambino che manifesta la celiachia, lo si mette a dieta e andrà avanti così per tutta la vita. Ma il diabete è più complesso. Accorgersi di questa patologia prima che si manifesti significa due cose importanti: evitare le pericolose e inaspettate crisi di chetoacidosi che spesso segnalano l’esordio della malattia con crisi serie e a volte letali. Inoltre, poter frenare poi lo sviluppo della malattia con opportune nuove terapie oggi disponibili”.

 Al progetto hanno partecipato 428 pediatri di famiglia e nove centri regionali. Per il diabete sono stati analizzati al momento 4838 campioni, dei quali lo 0,19% è risultato positivo a due o più anticorpi per cui è definito ad alto rischio. Per gli anticorpi specifici per la celiachia, sono stati analizzati 4627 campioni, di cui 134 (pari al 2.9%) sono risultati positivi al test di screening e 51 (pari al 1.1%) sono risultati positivi con valori borderline.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Leggi su ansa.it