venerdì, 4 Aprile 2025
Rasoulof, in Iran le cose stanno cambiando, aspetto regime cada

“In questo ultimo anno che ho
passato all’estero la situazione in Iran è molto cambiata. Spero
che al più presto avvengano cambiamenti importantissimi per la
popolazione iraniana. Non c’è solo la speranza, quella non muore
mai, ma ci sono anche segnali evidenti. Nell’ultimo anno le
braccia del regime si sono accorciate parecchio”. È la
convinzione di Mohammad Rasoulof, regista e sceneggiatore
iraniano, a Torino dove il Museo Nazionale del Cinema gli rende
omaggio con un’ampia retrospettiva, mentre nelle sale viene
proiettato il suo ultimo film Il seme del fico sacro.
Rasoulof parla della sua scelta difficile di lasciare l’Iran: “Mi sono chiesto se fosse meglio rimanere e andare in prigione
dimostrando la mia resistenza, oppure trovare un’altra soluzione
per mostrare la mia opposizione. Ho fatto di tutto per rimanere.
Quando ho capito che mi avrebbero arrestato e mi avrebbero fatto
passare diversi anni in prigione ho pensato che la soluzione
migliore fosse trovare una via alternativa per continuare a fare
il mio lavoro. Lasciare l’Iran per me significa resistere e
opporsi alla censura”.
Quanto all’esperienza di sette mesi nel carcere di Evin,
vissuta anche da Cecilia Sala, il regista iraniano osserva: “Questo caso per fortuna è stato risolto velocemente, ma anche
pochi minuti di quel tipo di trattamento possono condizionare la
vita. In questo momento ci sono due giornalisti francesi che non
riescono a liberare, probabilmente non c’è nessuno con cui
scambiarli”.
“Oggi i film come il mio che sono in una black list in Iran
possono essere visti online. A parte i film governativi non ne
circolano altri. Il rapporto tra la popolazione iraniana amante
del cinema e i film stranieri o quelli underground iraniani
avviene solo attraverso la rete” dice Rasoulof.
Sui programmi futuri spiega: “Sto lavorando a un’opera
teatrale con le ragazze del mio ultimo film: a fine mese faremo
le prove, a giugno andrà in scena a Berlino. Ho anche tre
progetti cinematografici. Quello che desidero che avvenga al più
presto è la caduta del regime in Iran”.
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