giovedì, 3 Aprile 2025
Scienziati, vaiolo scimmie rischia di divenire minaccia globale

Il vaiolo delle scimmie (mpox) può diventare una minaccia significativa per la salute globale se preso troppo alla leggera. È l’allarme lanciato da scienziati dell’Università del Surrey, in una lettera pubblicata su Nature Medicine. I ricercatori evidenziano come l’mpox – tradizionalmente diffuso dagli animali all’uomo – stia ora mostrando chiari segni di trasmissione sostenuta da uomo a uomo.
L’Mpox è un’infezione causata da un virus che appartiene alla stessa famiglia del vaiolo. Può causare un’eruzione cutanea dolorosa, febbre e gonfiore delle ghiandole e, in alcuni casi, portare a malattie più gravi. Si diffonde solitamente attraverso il contatto ravvicinato con una persona o un animale infetto.
Secondo quanto scrive Carlos Maluquer de Motes, docente di virologia molecolare, “i focolai più recenti dimostrano che il contatto intimo è ora un modo significativo di diffusione del virus. Questa possibilità di trasmissione sta portando a catene di trasmissione più lunghe e a focolai duraturi”. Ciò ha coinciso con la rapida diffusione dei virus mpox ‘IIb’, ma anche diverse varianti di tipo I sono ora in aumento. I ricercatori sono preoccupati anche perché si ritiene che i virus del tipo I siano più aggressivi. Sembra che questi stiano accumulando mutazioni genetiche specifiche che potrebbero cambiare le proprietà virali, quindi più a lungo questi virus circolano tra noi, più alte sono le possibilità che queste mutazioni aiutino l’mpox ad adattarsi all’uomo.
Sebbene un tempo l’mpox fosse diffuso soprattutto in Africa centrale, nel 2022 il virus ha causato un’epidemia in tutto il mondo e ora sta provocando focolai in diversi Paesi subsahariani. Sebbene attualmente colpisca maggiormente gli adulti, i ricercatori sottolineano che ha il potenziale per diffondersi tra altri gruppi, compresi i bambini, un gruppo a maggior rischio di gravi malattie – anche se non è ancora stata segnalata una trasmissione sostenuta nei bambini. Il controllo dell’Mpox – concludono – deve entrare nell’agenda della salute globale.
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