Tamburelli,’il massimo della tecnologia nell’oftalmologia pubblica’

  “Il servizio pubblico del Sistema Sanitario Nazionale non è inferiore a quello privato. Gli interventi ospedalieri in Italia vengono effettuati con il massimo della tecnologia disponibile, sia nel pubblico che nel privato. In particolare nel settore dell’oftalmologia, le apparecchiature utilizzate nel pubblico sono le stesse impiegate nel sistema privato, così come i cristallini artificiali e l’assistenza anestesiologica, nel caso per esempio degli interventi alla catarratta. Di conseguenza, chi si affida al servizio pubblico non subisce alcuno svantaggio rispetto a chi sceglie il privato”. Lo ha dichiarato Ciro Tamburelli, presidente dell’Anppoc (Associazione Nazionale Primari Ospedalieri) e Direttore dell’Uoc Dipartimento di Oftalmologia della ASL Roma 1 – Ospedale Oftalmico. “Le liste d’attesa – ha aggiunto Tamburelli – possono rappresentare un problema, ma nel Lazio stiamo aggiornando il sistema e oggi a Roma non esistono liste che superino i tempi previsti dalle normative regionali”.
    Sul tema della cosiddetta “cataratta refrattiva”, tra gli interventi più richiesti, Tamburelli ha voluto poi fare chiarezza: “Si tratta di un equivoco che deve essere chiarito ai cittadini. La cataratta refrattiva non è una cataratta, ma un intervento nato per eliminare la dipendenza dagli occhiali, sfruttando la chirurgia della cataratta, che invece è concepita per rimuovere un’opacità del cristallino naturale. Inoltre, anche nel pubblico si utilizzano cristallini di altissima qualità, sia standard che premium, senza alcuna limitazione economica o tecnologica”.
    “Un altro aspetto da sottolineare – ha proseguito Tamburelli – riguarda l’uso del laser nella chirurgia della cataratta. Si tratta di una metodica che si affianca alla tecnica tradizionale, ma non garantisce un vantaggio clinico superiore.
    Non si deve far passare il messaggio che il privato offre necessariamente tecnologie migliori rispetto al pubblico”.
    Infine, Tamburelli ha respinto le affermazioni secondo cui nel pubblico mancherebbero anestesisti per gli interventi di cataratta: “Esistono normative precise che regolano la presenza dell’anestesista, sia nel blocco operatorio che in sala operatoria. Le direzioni sanitarie rispettano le disposizioni regionali, garantendo la sicurezza dei pazienti. Rifiutiamo categoricamente – conclude- l’idea che il pubblico offra prestazioni di qualità inferiore. Nessun primario ospedaliero sottoporrebbe un paziente a un intervento con strumenti obsoleti o con cristallini di ripiego. Questo è un messaggio fuorviante che non deve passare”. 
   

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